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Quando è meglio trasferire gli embrioni per ottenere le maggiori possibilità di successo, in terza giornata o in quinta giornata?

Pubblicato in Rassegna Stampa

L’UR Vistahermosa valuta ogni caso e ogni ciclo di FIV in modo personalizzato

Il trasferimento embrionale è lo stadio finale di un ciclo di Fecondazione in Vitro (FIV); uno dei processi più importanti di questa tecnica di riproduzione assistita.

Nell’Unità di Riproduzione di Vistahermosa, scegliere il giorno per eseguire il trasferimento dipende dalle circostanze di ciascun paziente e dal risultato di ciascun ciclo di FIV; l’obiettivo è raggiungere la gravidanza e riuscire ad avere un bambino sano a casa.

“Il trasferimento deve sempre essere personalizzato, non esiste un modello per decidere in generale; bisogna scegliere individualmente e in ogni ciclo di FIV. Il numero di embrioni e la loro qualità è un fattore determinante per decidere se si realizza in 3ª o in 5ª giornata”, afferma Carmen Avilés, ginecologa della Unità di Riproduzione Vistahermosa.

Diversi aspetti devono essere valutati in modo che la strategia da seguire abbia successo: numero di embrioni ottenuti, grado di qualità embrionale, età della paziente, patologie associate, tecniche complementari e se si tratta di un ciclo di FIV o di ovodonazione.

Ma perché il giorno 3 o il giorno 5? La dott.ssa Avilés spiega che questi sono i giorni in cui la qualità degli embrioni può essere analizzata più facilmente in base a parametri morfologici: forma, dimensioni, numero di cellule, frammenti o vacuoli delle cellule; e parametri cinetici: tempi di divisione cellulare. Inoltre, a seconda del potenziale di impianto, la selezione degli embrioni comprende 4 gradi, da A a D, dove A è molto alto e D il più basso.

“Il trasferimento in 3ª o in 5ª giornata dipenderà fondamentalmente dal numero di embrioni che abbiamo, soprattutto perché il fatto che un embrione non raggiunga la quinta giornata in laboratorio non significa che non si evolva nell’utero, che è il suo ambiente naturale “, afferma Avilés.

Lasciarli evolvere fino alla 5ª giornata, che si conosce come stadio di blastocisti, “permette di selezionarli meglio, ma parte degli embrioni non continuerà lo sviluppo durante il processo. Quindi se non si ha a disposizione un numero adeguato di embrioni, almeno quattro, esiste la possibilità di non avere embrioni in 5ª giornata”.

Indipendentemente da queste circostanze generali, all’Unità di Riproduzione Vistahermosa ciascun caso viene valutato in modo personalizzato.

Il responsabile del Laboratorio dell’Unità di Riproduzione Vistahermosa, Juan Manuel Moreno, indica che una coltura più lunga mostra maggiori informazioni sugli embrioni, il che facilita la selezione di quelli migliori da trasferire. “Questo processo ci consente di sincronizzare in un modo più fisiologico la ricettività dell’endometrio con l’embrione. Con questa tecnica si ottengono tassi di gravidanza a termine superiori al 60%”.

Trasferimento in 3º o in 5ª giornata? Vantaggi e svantaggi

Il ginecologo della Unità di Riproduzione Vistahermosa indica che il principale vantaggio del trasferimento in 3ª giornata è che è disponibile un numero maggiore di embrioni, poiché non tutti arrivano alla 5ª giornata. I casi in cui è preferibile trasferire in 3ª giornata sono quelli in cui abbiamo a disposizione meno di 3 embrioni di buona qualità.

“Lo svantaggio che avremo in questo caso è che essendo gli embrioni meno selezionati, abbiamo un tasso di impianto leggermente inferiore rispetto a quando trasferiremo in 5ª giornata”, puntualizza la dottoressa.

Tuttavia, quando si ottiene un elevato numero di embrioni, portarli a una coltura di blastocisti è l’opzione migliore. Come sottolinea Juan Manuel Moreno, “in questi casi è consigliabile utilizzare sistemi time-lapse, che consentono di analizzare l’evoluzione embrionale momento a momento, senza la necessità di rimuovere gli embrioni dall’incubatore e di mantenere le condizioni di coltura senza alcuna alterazione. Generalmente durante il prolungato periodo di incubazione si produce il blocco di alcuni embrioni che non saranno in grado di raggiungere lo stadio di blastocisti. In questo modo si ottiene una selezione naturale, in grado di identificare gli embrioni più adatti e con un potenziale maggiore per sviluppare una gravidanza evolutiva”.

“Valorizzare l’embrione giorno dopo giorno sulla base dei parametri morfologici e cinetici ci consente di essere più precisi nella selezione dell’embrione con il maggior potenziale di successo; così si puoi persino effettuare un singolo trasferimento senza ridurre la percentuale di successo ed evitare gravidanze multiple “, afferma Carmen Avilés.

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